I rimedi naturali contro l’alitosi

L’alito, miscuglio di gas che fuoriesce dai polmoni durante l’espirazione ed esala dalla bocca, è un indicatore di buono o cattivo stato delle funzioni digestive, epatiche e respiratorie. L’alitosi può avere diverse cause: un cattivo stato della bocca e della gola (stomatite, angine, amigdaliti, carie), affezioni dell’apparato digerente (esofago, stomaco, intestino) o problemi delle vie respiratorie (rinite cronica). L’alitosi può anche essere provocata da alcuni alimenti, come il tanto temuto aglio o la cipolla. Un alito cattivo persistente rende necessario uno studio medico approfondito per ricercare una delle eventuali cause sopra elencate. I chewing gum possono aiutarci a coprire l’alito cattivo, ma non risolvono i problemi che danno origine a questo problema. Anzi se contengono zuccheri creeranno acidità nell’apparato digerente aggravando il problema. Alitosi: ecco i rimedi naturali più efficaci:

Idratarsi: la prima arma contro l’alito cattivo

Bere tanta acqua e idratare il corpo è il primo rimedio per prevenire ed eliminare le crisi di alitosi. Infatti l’acqua limita la produzione di quegli elementi che provocano l’alitosi, depura l’ apparato digerente eliminando le tossine e pulisce stomaco e intestino. Inoltre l’acqua riequilibra l’acidità dello stomaco, che può essere una delle cause dell’alito cattivo. Insomma, con l’acqua non si sbaglia. Puoi unire l’idratazione al crescione: quando hai l’alito cattivo mastica delle foglioline di crescione.

Prezzemolo

Uno dei rimedi naturali contro l’alitosi è il prezzemolo. E’ ricchissimo di antiossidanti. Elimina le tossine e ripristina le funzioni digestive riassorbendo i composti sulfurei volatili che causano i cattivi odori. Mastica per quindici minuti un rametto di prezzemolo fresco. Poi, dopo averlo sputato, mangia una mela. Per dare il colpo di grazia all’alito pesante puoi anche anche bere un tè con un po’ di succo di limone o d’arancia.

Chicchi di caffè o chiodi di garofano: utili anche contro l’aglio

Se hai un appuntamento galante prova a masticare un chicco di caffè o un chiodo di garofano. E’ molto efficace anche quando abbiamo mangiato dell’aglio.

Tisana alla verbena odorosa

Se hai un po’ più di tempo a disposizione puoi preparare una decozione di verbena, preferibilmente di verbena odoroda. In alternativa puoi usare la citronella. Metti in 25 cl d’acqua fredda un cucchiaio di verbena odorosa, porta a ebollizione e lascia bollire alcuni secondi. Poi togli dal fuoco e lascia la verbena odorosa in infusione per dieci minuti. Filtra e bevi. Se l’alitosi è persistente bevine più tazze nel corso della giornata.

Succo di pomodoro la mattina

Un altro rimedio efficace contro l’alitosi è il succo di pomodoro maturo il mattino a digiuno o il succo di carote grattuggiate (100/200 g al giorno). Il succo di pomodoro o di carote innesca un processo digestivo che mantiene l’alito fresco per tutto il giorno.

L’igiene orale

Se soffri spesso di alitosi rinforza l’igiene dentale. Lava sempre i denti la sera prima di andare a letto e mescola nell’acqua di risciacquo del sale marino e del succo di limone per purificare al massimo la bocca.

Mamma che stress. Mangiare per nervosismo

Lo “stress” si definisce come un complesso meccanismo fisiologico di risposta agli “stressors”, ovvero stimoli di varia natura che agiscono perturbando l’omeostasi.

La natura degli agenti stressanti può essere meccanica, biochimica, fisica, psichica, metabolica e ambientale. Nel 1936 Hans Selye, medico austriaco definì per primo il meccanismo modello di risposta allo stress. Si possono distinguere in tal modo tre fasi:

1) ALLARME. L’organismo reagisce rapidamente con una rapida produzione di ormoni surrenalici. Insomma ricadiamo ancora, per quanto complessi oggi siano gli stressors, nel preistorico meccanico del “fight or flight”, combatti o fuggi. Questa è quindi una fase breve che deve permetterci di rispondere prontamente al pericolo.

Si esaurisce nell’arco delle 24 ore spesso accompagnata dal fenomeno del rebound da deplezione energetica.

2) RESISTENZA. È la fase indotta dalla permanenza dell’agente stressante che induce una costante produzione di ormoni surrenalici, tra i quali il CORTISOLO, nella quale già si possono sperimentare sintomi classici della sua iper secrezione. Tra questi anche i DISTURBI DELL’APPETITO.

3) ESAURIMENTO. La perdurata esposizione allo stressors ha innescato l’incapacità dell’organismo di fronteggiarono ulteriormente. Insomma abbiamo biochimicamente perso la battaglia!!

Questa introduzione allo stress è stata necessaria per un importante distinguo.

Si può correlare lo stress all’appetito solo a partire dalla fase di RESISTENZA in poi e mai a seguito di un evento stressante acuto, che viceversa innesca una risposta anoressizzante. Come al solito è il nostro stile di vita a dettare le regole biochimiche che successivamente governano le nostre abitudini.

Nella fase di esaurimento si assiste ad un altro interessante fenomeno chiamato “FAME DI SALE”, per la ridotta produzione di aldosterone, ormone responsabile del nostro bilancio elettrolitico di sodio/potassio. Ecco che lo stress CRONICO ci spingerà a ricercare alimenti altamente glicemici e pure ricchi di cloruro di sodio!!! Avete presente quel succulento panino del fast food??? Proprio quello sarà il vostro più potente “neurotrasmettitore gratificante”!!! Ma è realmente “buono” o siete voi davvero “arrivati alla frutta”?

Principi di Biochimica di Lehninger.
Project Nutrition. Per essere padroni dei concetti e non schiavi delle diete

Nero come il carbone: il pane della discordia

Ultimamente si sta diffondendo parecchio il pane nero, ovvero impasto di lievito, acqua, sale e farina a cui viene aggiunto carbone vegetale. Lo propongono in tante versioni e parecchie forme ed è anche utilizzato come impasto per la pizza. Tale prodotto promette digeribilità a quelle persone che hanno problemi di gonfiori e meteorismo addominale e che non riescono a digerire il pane.
La truffa dentro il pane: Negli ultimi giorni gli agenti della Forestale, in Puglia, hanno denunciato 12 panificatori che all’impasto normale del pane aggiungevano un additivo, un colorante, l’E153.
Il presidente de l’Assipan, l’associazione dei panificatori, aveva a novembre, specificato la sua posizione mandando una comunicazione ufficiale per prendere le distanze da tale additivo. Secondo il presidente i panificatori devono astenersi dall’utilizzo dell’E153 (benzopirene, una sostanza derivante dalla combustione del legno), già vietato negli USA in quanto ritenuto cancerogeno. In Europa però non esistono studi in merito e sicuramente poche indicazioni al riguardo. A fine dicembre è arrivata la posizione del Ministero della Salute che non esclude l’utilizzo dell’E153, ma detta alcune regole.

È ammissibile la produzione di un “prodotto della panetteria fine” denominato come tale, che aggiunga agli ingredienti base (acqua, lievito e farina), tra gli altri, anche il carbone vegetale come additivo colorante e nelle quantità ammesse dalla regolamentazione europea in materia (Reg. CE 1333/08 All. II Parte E)

Questo però non vuol dire – specifica la nota del Ministero – che tale prodotto possa chiamarsi pane.
Dal punto di vista nutrizionale, il consumo quotidiano di carbone vegetale può essere pericoloso, in quanto è una polvere assorbente e porosa che ha la capacità di legare non solo gas, batteri, virus e tossine presenti nel tratto digerente, ma anche vitamine e sali minerali, nutrienti importanti nonché farmaci come antidiabetici, antinfiammatori, ormoni tiroidei, ecc…
Tutto ciò diventa importante come numeri se considerate che nella preparazione dei prodotti da forno si consiglia l’impiego di 10-15 g di carbone vegetale per kg di farina mentre d’altra parte, nel suo uso medico, la posologia è pari a 1-2 g al dì. Così mangiando pizza e panini si potrebbe assumere una quantità di carbone vegetale sovrapponibile a quella di 2-4 compresse. La differenze sta però nel fatto che quando comprate il vostro panino al carbone vegetale lo inserite nei pasti e non lontano dai pasti creando problemi di assimilazione vitaminica e farmacologica
Quindi se abbiamo problemi di gonfiore addominale invece che acquistare il pane nero che cosa possiamo fare? Se non vogliamo rinunciare al pane a pranzo o a cena possiamo orientarci su un pane azzimo, ovvero non lievitato o un pane senza glutine, di riso o di mais o meglio ancora il pane preparato in casa con pasta madre.
Per il problema del meteorismo il primo consiglio è quello di masticare a lungo e favorire la risoluzione del problema con una integrazione di pre e pro-biotici. Inoltre, per il gonfiore, consigliamo tisana al finocchietto e allo zenzero. Sarebbe opportuno modificare le nostre abitudini mangiando lentamente, introducendo un’adeguata quantità di acqua, praticando attività fisica, e scegliendo opportunamente gli alimenti ricchi di fibre, frutta e verdura.

Physicians’ Desk Reference (PDR) for Nutritional Supplements. I edizione italiana, CEC & Planta Medica, 2003. pp.101-103.

Greene S, Harris C, Singer J. Gastrointestinal decontamination of the poisoned patient. Pediatr Emerg Care. 2008 Mar; 24(3):176-86;
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J Clin Lab Anal. 2007;21(6):393-7.
The effect of yogurt on acetaminophen absorption by activated charcoal and burnt toast.
Dasgupta A1, Wells A.

Più verdura più buonumore. Un ottimo rimedio per prevenire la depressione

 

Gli studi scientifici confermano ed evidenziano che esiste una associazione tra qualità del cibo, umore e attività cognitiva ad ogni età.

Il cibo non è un combustibile che semplicemente fornisce energia per farci funzionare, ma è molto di più. Il cibo ci costituisce, cioè fornisce i materiali da costruzione e i pezzi di ricambio di tutti i nostri delicati e innumerevoli ingranaggi. Fornire diversi “pezzi” dello stesso tipo senza assicurarsi che le altre componenti dell’ingranaggio vi siano, giungano al momento momento giusto e nelle quantità adatte, non assicura un buon funzionamento complessivo. Il fai da te e gli integratori presi a seconda della moda del momento non possono portare e risultati validi.

Il metodico consumo di piccole porzioni di frutta e verdura, ripetute da 5 a 7 volte nell’arco della giornata può invece instaurare e mantenere le condizioni che favoriscono un buon tono dell’umore, contrastando contemporaneamente il decadimento della capacità cognitiva e il processo di invecchiamento del cervello. Ma non solo: uno studio di recente pubblicazione dimostra che la funzione antiossidante di frutta e verdura è indispensabile anche nella cura della depressione.

La depressione è associata alla carenza di alcuni trasmettitori dell’impulso nervoso come la serotonina; i farmaci antidepressivi spesso agiscono sulla produzione o sull’accumulo di questo neurotrasmettitore.

La produzione di serotonina dipende dall’introduzione, attraverso la dieta, di un precursore, che è il triptofano; in presenza di infiammazione cellulare, non tutto il triptofano viene avviato alla trasformazione in serotonina, ma viene destinato diversamente. Lo studio sembra dimostrare che nell’uomo la quantità finale di serotonina prodotta in vivo dipenda dunque dalla contemporanea assunzione di antiossidanti a funzione antinfiammatoria, da un buon apporto di carboidrati e da una flora intestinale in equilibrio.

Quindi, per combattere la depressione, non basta assumere triptofano, tipicamente attraverso il consumo di ceci, tofu, semi oleosi, cereali integrali, frutta secca e tacchino, ma contemporaneamente bisogna difendere il corretto processo che porterà all’equilibrio tra produzione, utilizzo e distruzione della serotonina: la protezione di questo delicato equilibrio si attua ad ogni età mangiando costantemente, nei diversi momenti della giornata, cereali integrali, verdura e frutta.

Mauro Mario Mariani Il TAO dell’alimentazione, Capponi Editore, 2015

Mood, food and cognition: role of tryptophan and serotonin, B. Strasser, J. M. Gostner, and D. Fuchs, Curr Opin Clin Nutr Metab Care 2016, 19: 55-61

Come applicare la Crema antirughe!

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RITENZIONE IDRICA e SISTEMA LINFATICO

Conoscere il ruolo del sistema linfatico e realizzare il lavaggio linfatico.

Durante i pasti delle feste sono stati introdotti dose eccessive di sodio con relativa ritenzione di acqua nei tessuti corporei.
Prendere diuretici può essere davvero inutile e dannoso.
Per eliminare la ritenzione idrica occorre conoscere la fisiologia dell’acqua all’interno del nostro organismo.
Noi siamo composti da acqua, almeno il 55 % del nostro peso deve essere acqua. Ciascuno può fare la sua valutazione. Però con il passare degli anni il corpo umano, donne e uomini, riduce il volume di acqua corporea. Ed allora perché si ha la spiacevole sensazione di ritenzione idrica?
Succede che l’acqua anziché stare all’interno delle cellule, sta fuori dalle cellule, nel tessuto connettivo. Perdere acqua intracellulare è un segno di decadenza funzionale ed estetica.
Il processo di invecchiamento consiste nel perdere muscolo, acqua ed accumulare grasso corporeo. Il peso totale non varia, ma cambia la composizione del corpo.
Per conoscere la propria composizione corporea, sopratutto conoscere il proprio volume idrico totale, ottenuto dalla somma dell’ acqua extra cellulare ed acqua intracellulare, è utile eseguire una indagine, si chiama impedenziometria.
E’ una indagine incruenta, veloce, utile anche per conoscere la propria età biologica. Più acqua perdiamo e più siamo “vecchi”. L’acqua corporea si divide in acqua che sta all’interno delle cellule (acqua intracellulare) ed acqua che è fuori delle cellule (acqua extra cellulare).

ACQUA CORPOREA
L’acqua sta nella parte magra, non sta nella massa grassa! Cosicchè se si perde muscolo, l’acqua finisce fuori dalle cellule, va nel tessuto connettivo, all’interno delle arterie, vene e sistema linfatico e costituisce l’acqua extra cellulare. Più acqua extra cellulare abbiamo, più si è avanti con l’età, anche se siamo giovani!
Si ha ritenzione idrica quando il volume dell’acqua extra cellulare aumenta, anche se il volume totale dell’acqua corporea è ridotta. La ritenzione idrica è molto più diffusa di quanto si possa credere, in particolare tra le donne: gambe grosse, dolorose, con edemi.
Le oscillazioni di peso di uno-due chili che si possono avere nell’arco di alcuni giorni sono da imputare alla variazione dell’acqua corporea che può essere trattenuta nei tessuti da un eccesso di sodio ingerito con alimenti di origine animale e dal sale di cucina.
L’acqua corporea deve stare in prevalenza all’interno delle cellule. Questo succede in un organismo giovane e sano. Quando l’acqua extra-cellulare predomina sull’acqua intracellulare vuol dire che il corpo invecchia e va incontro ad una degenerazione estetica e funzionale con l’aumento della pressione arteriosa. L’acqua extracellulare si posiziona tra cellula e cellula, nel tessuto connettivo, causando edemi in varie parti del corpo, in prevalenza agli arti inferiori.
Causa un aumento dell’acqua all’interno delle arterie procurando ipertensione arteriosa, aumento del lavoro del cuore fino allo scompenso cardiaco.
Un eccesso di acqua nelle vene causa varici e capillari, cellulite. Per eliminare l’eccesso di acqua extracellulare ci sono due strade : una è la riduzione della massa grassa corporea accompagnata da un aumento della massa magra muscolare.
L’altra è di mangiare in prevalenza alimenti di origine vegetale ricchi di potassio che compete con il sodio e contribuisce ad eliminare eccesso di acqua attraverso il rene.
Per ridurre la ritenzione idrica, per avere una sana età biologica occorre mantenere la propria massa magra muscolare ed avere un sistema linfatico efficiente.
Iniziamo con la attività motoria per mantenere muscolo.

ATTIVITA’ MOTORIA GIORNALIERA
Per recuperare e mantenere il miglior peso forma, e soprattutto mantenere la propria massa magra muscolare riducendo l’accumulo di grasso corporeo, ridurre acqua extra cellulare e con essa la sensazione di ritenzione idrica occorre realizzare ogni giorno un giusto programma motorio :
- MOVIMENTO AEROBICO
basato su attività delle gambe, camminata, corsa, tappeto ruotante, step, cyclette, ciclismo…portare la frequenza cardiaca sopra a 100 battiti al minuto per favorire la ossidazione del grasso corporeo, ricordando il ruolo primario della respirazione: per bruciare un solo grammo di grasso corporeo occorrono ben due litri di ossigeno, senza ossigeno si va incontro ad una riduzione del metabolismo cellulare, come una candela che si spegne sotto una campana di vetro al finire dell’ossigeno
- ESERCIZI DI RESISTENZA AGLI ARTI SUPERIORI
le gambe ci tengono in piedi, ci fanno camminare, mentre le braccia vengono utilizzate di meno rispetto alle gambe; quindi occorre eseguire esercizi di resistenza con pesistica, oppure elastici oppure resistenze o molle al fine di incrementare la massa magra muscolare negli arti e nel tronco; un esempio di forte compromissione e perdita di muscoli arti superiori è quando una persona non riesce ad aprire una bottiglietta di acqua minerale, sta a significare una netta perdita di muscolo nel braccio e nella mano!

RITENZIONE IDRICA e SINTOMI SISTEMA LINFATICO PIGRO
Una presenza eccessiva di acqua nei tessuti fuori dalle cellule è causata da un sistema linfatico pigro, insufficiente nel suo drenaggio metabolico.
Questi sono i principali sintomi di un sistema linfatico pigro:
1) Gambe grosse (linfedema e lipedema), ritenzione idrica, edemi.
2) Sovrappeso, depositi di grasso e di cellulite.
3) Dolori indefiniti, cefalee, fibromialgia, affaticamento.
4) Difficoltà a recuperare e a mantenere il peso forma.
5) Senso di gonfiore e di pesantezza, addome pronunciato.
6) Stipsi ostinata
7) Borse sotto gli occhi.
8) Tosse secca con emissione di muco vischioso e giallastro.
9) Alito pesante
10) Pelle secca, capelli secchi.

LINFA – LAVAGGIO LINFATICO
La linfa è un liquido che si forma dall’acqua e da tutte le molecole che escono dal capillare arterioso nella matrice extra cellulare.
La linfa è quindi un “ponte” attraverso il quale i nutrienti alimentari e l’ossigeno passano dal sangue all’interno delle cellule. Se la linfa è alterata nella sua composizione (proteine, acidi grassi saturi, sodio…) la nutrizione cellulare è compromessa e tutto ristagna. Per dimagrire occorre che gli acidi grassi accumulati all’interno degli adipociti escano nella linfa che bagna queste cellule.
Sarà la linfa a portare via attraverso la circolazione linfatica i grassi liberati dagli adipociti per essere poi “bruciati” dall’ossigeno nelle altre cellule dell’intero organismo.
Se la linfa e la circolazione linfatica del tessuto grasso sono compromesse i grassi non possono lasciare la massa adiposa e non si dimagrisce.
Il sistema linfatico ha un ruolo primario nel perdere massa grassa corporea. Con un sistema linfatico compromesso è molto difficile dimagrire!
Una alimentazione ricca di vegetali freschi, verdure crude e cotte, alimenti marini e frutta secca (semi oleosi) ricca di omega 3 contribuisce al “lavaggio linfatico”, cioè a pulire la linfa per garantire una riattivazione della circolazione linfatica.
Per avere, per riattivare un sistema linfatico compromesso consiglio una ALIMENTAZIONE PESCO VEGANA (pesce e alimenti di origine vegetale, con netta riduzione di alimenti composti con farina), eliminare tutti gli alimenti di origine animale, in particolare salumi e formaggi a pasta dura, con eccezione del pesce. Ridurre drasticamente il sale da cucina ed ogni alimento contenente livelli elevati di sodio.
Realizzare nella giornata CENTRIFUGATI MISTI di VERDURA (80%) e FRUTTA (20%) di stagione con estrattore a basso giro.
La riduzione di acidi grassi saturi alimentari contenuti sopratutto negli alimenti di origine animale assorbiti dai villi intestinali consente un lavaggio linfatico utile a favorire il ritorno della linfa dagli arti inferiori.
Si può misurare l’effettivo e reale lavaggio linfatico misurando con un comune metro la circonferenza della radice e della mediana della coscia. Con una alimentazione pesco-vegana si può ottenere una riduzione netta di alcuni centimetri nella coscia per rimozione di liquidi per riattivazione del sistema linfatico. Conoscere il proprio corpo per guarire e vivere in salute.

Articolo del Professor Pier Luigi Rossi – Medico Specialista in Scienza della Alimentazione.

I GIORNI DELLA “FRUTTA SECCA”

Sono buoni e fanno bene.
Trascurati, ma oggi valorizzati. Sono i semi di alcune piante.
Ecco un elenco dei semi più diffusi e disponibili: pinolo, lino, chia, nocciola, noce, pistacchio, canapa, girasole, zucca, mandorla, sesamo, cartamo, cotone, papavero, arachide (tostata ma non salata), psillio, amaranto, quinoa, tamarindo, anguria. Non sono frutti, ma semi!
Questi semi sono alimenti che dopo anni di scarsa considerazione e confuso inserimento in altri gruppi alimentari hanno trovato oggi la loro carta di identità nutrizionale.
Oggi sono tutti inseriti in una unica voce alimentare di “semi oleosi”, cioè semi vegetali in grado di produrre olio. Anzi i semi interi hanno un valore nutrizionale superiore al loro olio.
Saggia e sana scelta mangiare ogni giorno una porzione di 20 grammi dei semi più graditi o direttamente oppure assieme in altri alimenti come verdure, yogurt, crema Budwig…, invece di assumere integratori chimici, artificiali, cosi tanto di moda.

LE MOLECOLE DELLA SALUTE
Da sempre nella dieta mediterranea, oggi i semi sono studiati e riabilitati dalla moderna scienza della alimentazione, che mira allo studio delle loro molecole alimentari e del loro effetto sulla salute e longevità del corpo umano. La conoscenza dei semi è salute. Sempre più numerosi sono gli studi e ricerche scientifiche sul valore nutrizionale dei semi.

Le molecole della salute contenute nei semi oleosi sono:
- PROTEINE con alto valore biologico, con un particolare aminoacido, ARGININA, essenziale per assicurare una efficiente funzione sull’endotelio vascolare (controllo pressione arteriosa, prevenzione aterosclerosi, efficace microcircolo e nutrizione cellulare), sui neuroni cerebrali, sul sistema genitale.
- LIPIDI POLINSATURI interessanti dosi di omega 3, precursori di EPA e DHA, omega 6.
- MINERALI (magnesio e zinco in particolare)
- VITAMINE idrosolubili e liposolubili (A, E, K, in piccola parte D)
- RIDOTTA DOSE di CARBOIDRATI
- BUONA DOSE FIBRA IDROSOLUBILE
- PRESENZA di MODULATOTI GENICI (molecole capaci di agire sul DNA cellulare).

CARTA DI IDENTITA’ NUTRIZIONALE di OGNI SEME

NOCI
Le noci hanno il più alto contenuto in omega-3, che nell’organismo producono le frazioni omega-3 EPA e DHA, essenziali per ridurre il rischio di patologie cardiovascolari. Le noci possono sostituire il pesce in chi non introduce questo alimento, per assumere la giusta dose giornaliera di omega 3 . E’ consigliato un consumo di 2-3 noci al giorno. Le noci hanno il più alto potere anti ossidante (Unità ORAC). Le noci contengono un aminoacido valido: arginina!.

MANDORLE
Possono essere consumate come semi, oppure come latte oppure come olio. Contengono dosi generose di proteine, magnesio, omega -3, vitamina E, vitamina B2 rame e manganese, elevata fibra alimentare. Grandi virtù presenta l’olio, che combatte pelle secca e smagliature, nutre i capelli aridi e secchi e previene le ragadi al capezzolo durante l’allattamento.

NOCCIOLE
Si distinguono dagli altri semi oleosi per il ricco contenuto di vitamine B1, A, C ed E. Sono un’ottima fonte di fitosteroli, sostanze ritenute importanti nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Le nocciole possiedono un netto potere anti ossidante.

PISTACCHI
Ottimo valore anti ossidante, alcalinizzante e notevoli quantità di vitamina B6 e rame. Buona dose di aminoacidi ramificati, utili nella attività motoria e sportiva

ARACHIDI
in realtà è un legume, ma sempre considerato un seme oleoso: contiene ottima dose di proteine con aminoacidi attivi sul tono dell’umore come fenilalanina e triptofano, vitamina E, B3 (niacina), manganese, magnesio. Ottimo è anche il contenuto in fibra con prevalente frazione insolubile

SESAMO
elevato potere anti ossidante, interessanti quantità di magnesio, calcio, ferro, fosforo, manganese, zinco e moltissimo rame ed omega-3. Si presta molto come ingrediente aggiuntivo del pane, prodotti da forno, yogurt…

PINOLI
Sono i semi più ricchi proteine, contengono la più alta dose di arginina, aminoacido fondamentale per una efficiente attività neuronale, sessuale, per la produzione di ossido nitrico protettivo del sistema vascolare, buona dose di omega-3, vitamina B1, magnesio, fosforo, rame e manganese.

SEMI GIRASOLE
È il seme indicato a chi fa attività motoria e sportiva per è il più ricco in magnesio, tra i più ricchi in proteine con il più alto contenuto in aminoacidi ramificati: il girasole è indicato più come seme che come olio di girasole; i semi di girasole sono ottimi nel muesli del mattino o come ingrediente aggiuntivo del pane o altri prodotto da forno o in insalate, buona dose di omega-3 ed omega-6, vitamine B1 e B6, fosforo, manganese, rame, selenio.

SEMI ZUCCA
Sono i semi con la migliore azione alcalinizzante, possiedono ottima azione anti ossidante, sono i semi con la più alta dose di carboidrati; contengono ferro, fosforo, magnesio, manganese, rame.

SEMI LINO
Soni i semi con la dose più alta di omega-3, contengono interessanti dosi di fosforo, magnesio, manganese e rame, vanno tritati prima di essere ingeriti per ottenere luna migliore liberazione dei suoi principi attivi, altrimenti interi potrebbero essere espulsi praticamente intatti, quindi inutili. Il lino va utilizzato più come olio che come seme integrale. L’olio di semi di lino, invece, per essere efficace deve essere spremuto con tecniche particolari e conservato in frigo (al buio e al freddo) per evitare irrancidimento e degradazione che lo rendono inutile e produttore di radicali liberi, dunque difficile da trovare di buona qualità.

SEMI CHIA
Sono semi ricchi in carboidrati non glicemici, fibra alimentare idrosolubile, tra i più ricchi in acidi grassi polinsaturi, tra i minerali: fosforo, zinco, manganese, rame, calcio.
Articolo del Professor Pier Luigi Rossi – Medico Specialista in Scienza della Alimentazione.

 

GRASSO ADDOMINALE e ORMONI

Non è importante QUANTO grasso hai, ma DOVE hai accumulato l’eccesso di grasso corporeo!

Non sono solo i chili di grasso a condizionare la salute ma soprattutto la distribuzione del grasso corporeo. La distribuzione del grasso corporeo è sotto l’influenza degli ormoni maschili e femminili.
Ogni nostra cellula ha un sesso cromosomico: DONNA XX, UOMO XY e reagisce in modo diverso all’eccesso di alimentazione.
Gli estrogeni fanno accumulare grasso nei glutei, fianchi, cosce, gambe.
Il testosterone nell’uomo e la carenza di estrogeni (donna in pre- e menopausa) fanno accumulare grasso nell’addome e nella parte superiore all’ombelico. Quando il giro vita comincia a salire vuol dire che il profilo ormonale nella donna cambia: gli estrogeni si riducono.
Consiglio grande attenzione l’accumulo di massa grassa nel seno (donne), ma anche negli uomini.
Il grasso addominale è il grasso più pericoloso per la salute perché produce citochine, proteine infiammatorie.

ORMONI E GRASSO
Gli ormoni femminili e maschili possono variare con l’età e non possiamo fermare l’età, possiamo però ridurre il grasso addominale ed avere un ventre piatto, agendo su tre ormoni:
1 – INSULINA: ormone del dopo pasto, se in eccesso, causa accumulo massa grassa.
2 – GLUCAGONE: ormone del digiuno, agisce tra un pasto e l’altro, favorisce lo svuotamento dei grassi dagli adipociti, quindi aiuta a dimagrire, a perdere grasso.
3 – CORTISOLO: ormone dello stress, fa accumulare grasso addome e parte superiore dorso, in uomini e donne.

COSA FARE ? Ragioniamo sui singoli ormoni.

1 – INSULINA : ORMONE DEL DOPO PASTO

Quando incontro una persona, donna-uomo-bambino ad ogni età, ed osservo un eccesso di grasso addominale, penso che ha problemi con l’ormone insulina!
Il controllo della secrezione di insulina dal pancreas è la prima azione da realizzare per dimagrire e perdere grasso addominale. Questa azione la si può ottenere attraverso il controllo del picco glicemico, cioè tenere basso il valore della glicemia dopo ogni pasto. Valori elevati del glucosio nel sangue (glicemia) procurano un aumento dell’ormone insulina responsabile dell’ accumulo di grasso addominale e in altre zone anatomiche: glutei, cosce, mammelle. Ogni volta che mangiamo il corpo umano cambia ed è diverso da prima. Bruschi rialzi di glicemia dopo i pasti fanno ingrassare e sono causa di decadenza estetica e funzionale.
Il controllo della glicemia lo si raggiunge scegliendo alimenti senza farina, preferendo cereali integrali, come chicchi e non ridotti in farina (farro, avena, orzo, kamut, miglio, grano saraceno, quinoa, amaranto…) integrali, ricchi di fibra idrosolubile capace di assorbire acqua e formare un gel che aderisce alle pareti dell’intestino tenue.
Le fibre idrosolubili, cosi chiamate perché si uniscono all’acqua, sono contenute oltre che nei cereali e legumi, anche negli ortaggi freschi di stagione.

FAT LINE e GEL INTESTINALE

Per favorire la formazione del gel intestinale protettivo occorre anche bere acqua prima dei pasti. Questo gel, acqua + fibra idrosolubile, rallenta l’ingresso del glucosio e dei grassi dall’intestino nel sangue, garantendo il controllo della glicemia post prandiale, un minor accumulo di grasso corporeo e riduzione del colesterolo nel sangue. Iniziare sempre il pasto con un piatto di verdura cruda, mista, di stagione finemente tritata per favorire la sua digestione gastrica.
Il controllo della glicemia dopo ogni pasto permette di frenare la secrezione del pancreas nel produrre l’ormone insulina.
Con valori elevati nel sangue di insulina non si dimagrisce. Se poi il fegato è in condizioni di steatosi epatica (fegato grasso ) è ancora più difficile dimagrire.
Per dimagrire in particolare nell’addome occorre partire dal fegato, scaricandolo del suo eccesso in carboidrati (glicogeno) e in grassi. Il permanere a lungo nel sangue dell’insulina procura una continua sensazione di fame.

2 – GLUCAGONE: ORMODE DEL DIGIUNO, del tempo tra pasti.

La chiave metabolica della salute e del peso corporeo è il controllo della glicemia dopo ogni pasto. Il controllo della glicemia post prandiale “frena” la secrezione dell’insulina. Quando l’insulina esce di scena, entra in attività il glucagone, secreto sempre dal pancreas.
Insulina e glucagone sono ormoni alterativi tra loro.
Quando è in funzione l’insulina, è fermo il glucagone. Quando non è attiva l’insulina entra in azione il glucagone. Se l’insulina resta troppo tempo nel sangue non si dimagrisce e si accumula grasso addominale (stato di insulino resistenza e steatosi epatica).
La glicemia post prandiale deriva dalla dose dei carboidrati introdotti con i pasti. Consiglio di limitare gli alimenti composti con farina e i dolci, lo zucchero, bibite zuccherate.
Quindi tenere basso il valore della glicemia e della insulina dopo ogni pasto permette di far entrare prima e far restare più a lungo nel sangue, in piena attività il glucagone, capace di “svuotare” gli adipociti dei grassi accumulati al loro interno.
Svolge una preziosa azione sul fegato “scaricandolo” del suo glucosio, bloccando la formazione di grassi nel fegato. Due azioni primarie per ridurre la circonferenza dell’addome e del peso corporeo in eccesso.
Più il glucagone agisce e più netto ed evidente sarà la riduzione della circonferenza addominale, il peso corporeo e obesità.

3 – CORTISOLO: ORMONE DELLO STRESS METABOLICO e PSICHICO

Una azione eccessiva e troppo prolungata dell’ormone glucagone porta alla chetosi e alla comparsa del cortisolo nel sangue, ormone dello stress psichico e metabolico. Da evitare!
L’eccesso di cortisolo attacca i muscoli, la parte magra del corpo umano e trasforma le proteine muscolari in glucosio.
Perdere muscolo vuol dire eliminare i mitocondri, organi cellulari capaci di “bruciare” i grassi in eccesso. I mitocondri sono i “FORNI” dove i grassi vengono eliminati. Senza muscolo e senza i “forni” non si può dimagrire, non si ha la possibilità di bruciare grassi! Il metabolismo energetico è compromesso.
Dimagrire vuol dire perdere solo massa grassa in eccesso senza intaccare massa magra muscolare e acqua corporea.
Occorre guidare, con la scelta degli alimenti dei pasti, il nostro organismo a produrre i suoi ormoni in giusta quantità. Il risultato è la perdita del grasso, in particolare nell’addome.
Occorre realizzare una alimentazione consapevole: guidare la nostra mano che porta il cibo dal piatto alla bocca. Ogni giorno!

 

Articolo del Professor Pier Luigi Rossi – Medico Specialista in Scienza della Alimentazione

Dopo le feste…RIPARTIAMO DALL’ INTESTINO

 

RIPARTIAMO DALL’ INTESTINO
dal 24 dicembre al 2 gennaio, ciascuno di noi ha mangiato circa 30 kg di cibo solido e liquido.

30 kg di cibo solido e liquido noi abbiamo mangiato durante le feste natalizie, di fine e di inizio di anno nuovo. Può sembrare un volume elevato, ma sono circa 3 kg al giorno! Questa massa alimentare, anche piacevole, è stata portata dalla nostra mano ogni giorno dal piatto alla bocca e nel nostro intestino.
Questo organo ha la responsabilità di trasformare il cibo “NON SELF” in molecole vitali “SELF”, costituenti il nostro corpo. Il nostro intestino è l’organo più affaticato dopo la festa. Possiamo avere disturbi intestinali, meteorismo, dolori…e altre patologie. Ma avere l’intestino disturbato genera malessere e stanchezza.
Con ‘intestino che non va, è come un giorno senza sole.
Allora ripartiamo dall’intestino per recuperare forma e slancio.

METODO ALIMENTARE RIPOSO INTESTINALE

Per garantire igiene e benessere intestinale occorre cibo crudo (quando è possibile), liquido e caldo! Controllare il rapporto tra cibo liquido (brodi, minestre, zuppe, minestrone, passato di verdura, crema vegetale, centrifugati…tè…orzo…acqua…) e cibo solido. Se domina cibo solido l’intestino è in sofferenza!
Per recuperare la piena funzionalità dei villi dell’intestino tenue, organi fondamentali per l’igiene intestinale, eliminare per almeno una settimana ogni alimento composto con farina: pasta, pizza, pane, biscotti, fette biscottate, dolci, prodotti da forno, sostituire questi alimenti con cereali interi (farro, miglio, orzo, segale, riso integrale, mais, quinoa, grano saraceno….) che apportano carboidrati complessi senza glutine o con dosi limitate. Eliminare il seitan, perché è un concentrato di glutine! Tra i legumi preferite lenticchie e ceci sui fagioli perché lenticchie e ceci sono meglio digeriti dei fagioli. Anche come passati per migliorare il grado di accettazione e digeribilità. Introdurre verdura cruda all’inizio di ogni pasto, mista e fresca di stagione, finemente tagliata per favorire la funzionalità dello stomaco, usare aceto al posto del sale, arricchire con frutta secca (alcuni gherigli di noce o mandorle o semi di zucca o pistacchi…), ricchi di omega 3.

ALIMENTAZIONE PESCO – VEGANA

Come più volte ho consigliato, confermo l’ efficacia di una alimentazione pesco – vegana: mangiare solo alimenti vegetali, con la sola eccezione di pesce (due porzioni in una settimana).
La fibra idrosolubile, contenuta nei cereali interi, nei legumi e nella verdura, forma con l’acqua nell’intestino tenue un gel che protegge i villi; inoltre la fibra idrosolubile ha una positiva azione prebiotica nel colon.
Il pesce fornisce proteine e soprattutto acidi grassi insaturi omega 3, in particolare due polinsaturi chiamati EPA, DHA , essenziali per funzionalità intestinale e soprattutto cerebrale.
Bere acqua prima, durante e dopo ogni pasto, scegliere acqua con residuo fisso secco superiore a 500 mg / litro e ioni bicarbonato superiore a 600 mg litro. Leggere etichette bottiglie acque minerali.
Bevande calde durante il giorno, come tè verde o orzo oppure tisana o altra bevanda calda.
Iniziare ogni pasto con un piatto di verdura cruda, mista di stagione finemente tritata per agevolare la digestione gastrica, ripulire l’intestino, riattivare l’ efficienza dei villi intestinali, modulare il microbiota del colon (batteri).
Terminare ogni pasto con un piatto di verdura di stagione cotta tal quale oppure come minestrone oppure passato di verdura oppure crema vegetale. Condimento olio extra vergine di oliva. Durante la giornata sana scelta è preparare e assumere centrifugati misti di verdura (80%) e frutta (20%)
I centrifugati vanno assunti lontano dai pasti o ma metà del mattino o nel pomeriggio oppure dopo cena.

CHECK-UP INTESTINO

Per chi vuole eseguire un check-up intestino consiglio queste analisi:
- amilasi, lipasi, colemia, elastasi, calprotectina.. anticorpi anti HELICObacter pylori, anticorpi anti gliadina, anti transgluaminasi, anti endomisio….),
- eseguire BREATH TEST al glucosio o al lattosio o al sorbitolo per la ricerca dell’idrogeno nell’aria espirata. La presenza di idrogeno nell’aria espirata significa che all’interno dell’intestino è attivo un microbiota aggressivo, che può causare patologie: IBS – SIBO.
IL BREATH TEST al glucosio o al lattosio o al sorbitolo è utile per coloro che hanno un intestino non efficiente, per verificare il grado di permeabilità della mucosa e il grado di malassorbimento dei nutrienti da parte dei villi del tenue, per valutare sopratutto il proprio MICROBIOTA composto da miliardi di batteri.
La calprotectina è una proteina da ricercare nelle feci, un suo valore elevato orienta verso una patologia infiammatoria o degenerativa, a cui dedicare attenzione.

Articolo del Professor Pier Luigi Rossi – Medico Specialista in Scienza della Alimentazione.

Olio e semi di lino combattono il mal di schiena “da freddo”

A gennaio l’umidità, il gelo e uno stile di vita sedentario tipici della stagione invernale aumentano notevolmente il rischio di sciatalgie. Si tratta di disturbi molto fastidiosi, che coinvolgono la sezione inferiore della schiena, i glutei e parte della gamba e provocano dolori anche molto forti, ostacolando e a volte impedendo le funzioni motorie. Per alleviare in maniera naturale ed efficace questo problema, puoi usare i semi di lino, ottimi alleati per una terapia termica efficace, che risolve i dolori in poco tempo.

Grazie al lino via l’umidità dalle articolazioni

Contro la sciatalgia il calore è in genere la soluzione migliore. Puoi sfruttarlo al meglio con i semi di lino: hanno notevoli proprietà riscaldanti, antinfiammatorie ed emollienti, e la capacità di mantenere a lungo la temperatura senza assorbire l’umidità e per questo sono davvero un toccasana contro i dolori vivi. Si possono scaldare e applicare sulla zona dolente, sotto forma di impacchi e cataplasmi, oppure mettere all’interno di cuscini da premere sulla zona lombare.

Sciolgono tensioni e contratture

I semi di lino possono essere aggiunti a minestre, contorni e yogurt perché forniscono all’organismo grassi buoni e minerali preziosi per la salute di nervi e muscoli. Anche l’olio che si ricava dai semi è utile per affrontare questo disturbo. Si tratta di una sostanza preziosa e ricca di principi attivi benefici capaci di calmare le infiammazioni. In particolare, l’olio di semi di lino è utile per fare massaggi che sciolgono  la tensione e danno sollievo al senso di compressione tipico delle sciatalgie. Puoi abbinare impacchi e massaggi: ti aiutano ad alleviare anche i formicolii e la debolezza muscolare che spesso si accompagnano all’infiammazione del nervo sciatico.

Prepara il tuo cuscino antidolorifico

I sacchetti di stoffa pieni di semi di lino si possono anche realizzare in casa con molta facilità: basta riempire di semi una piccola federa di cotone o di lino e cucire i bordi. Si raffreddano in frigorifero (per 3 ore, avvolti in una busta di cellophane), oppure si scaldano al microonde (per 3 minuti a 600 W) o sul termosifone. Poi si applicano sull’area dolente, tenendoli in posa finché non raggiungono la temperatura corporea.

Usa così olio e semi di lino

Prova a fare dei cataplasmi caldi a base di semi di lino, le cosiddette “polentine”, rimedio tradizionale contro i dolori invernali. Metti 3 cucchiai di semi di lino e 6 cucchiai d’acqua in un pentolino e porta a bollore, finché non si forma una massa collosa. Versala su un pezzo di tela e chiudilo a pacchetto. Quando si sarà raffreddato leggermente, posizionalo sulla parte dolente, fissandolo con una benda. Lascialo in posa finché non si intiepidisce. Ripeti il trattamento 3 volte al dì. L’olio di semi di lino è invece un’ottima base per realizzare un unguento da massaggi con effetto antidolorifico, lenitivo e riscaldante. Mescola a 2 cucchiai di olio di semi di lino un cucchiaino di oleolito di iperico.

Tratto da www.riza.it